TURISMO RESPONSABILE: una forma alternativa di turismo per un mondo migliore

Nell’immaginario collettivo, fatta eccezione per una ridotta percentuale di popolazione, si è ancora a conoscenza di un solo tipo di turismo, quello di massa in cui il consumatore finale viene visto come un numero da dover soddisfare ad ogni costo con prezzi bassi e servizi infiniti in quelle settimane all’anno che gli sono concesse di ferie non tenendo conto minimamente dell’impatto prodotto sulle altre persone e sull’ambiente.

Solo negli ultimi anni, il crescente interesse per il settore green ha fatto rivolgere lo sguardo verso un altro tipo di turismo, quello eco-sostenibile.

Tuttavia esistono molte altre forme di turismo che, oltre ad avere a cuore il rispetto dell’ambiente, tengono anche conto di fattori altrettanto importanti.

Noi di Una Goccia Nell’Oceano intendiamo fornire, in questa categoria, tutti quegli scenari che escono dall’immaginario comune per far si che nelle persone si allarghi il ventaglio di opzioni a disposizione riguardo un particolare tema.

Come ci teniamo sempre a dire, finché rimarremo confinati nelle sole realtà che ci vengono proposte dalla società non riusciremo mai ad essere liberi.

Qui vogliamo aumentare la consapevolezza dei lettori così che possano avere una visione più ampia possibile per poter scegliere senza quei condizionamenti di cui la maggior parte delle volte neanche siamo a conoscenza di avere.

Turismo responsabile

L’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) lo definisce così:

Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.

Inizialmente il turismo responsabile valutava in termini etici l’impatto sulla popolazione locale e sul suo sviluppo socio-economico.

Il turismo sostenibile invece si occupava dell’impatto ambientale.

Ad oggi non ha più senso distinguere questi termini in quanto un atteggiamento responsabile durante un viaggio tiene conto di entrambi gli aspetti.

Il turista responsabile si può identificare genericamente come quel turista che non ha la presunzione di imporre i propri usi e costumi alle popolazioni che lo ospitano, che si volge con sguardo curioso e rispettoso verso un’altra cultura che ha lo stesso diritto della sua di esistere.

Il turista responsabile si interroga sul modo in cui può avere un impatto più ridotto possibile sull’ambiente.

Negli ultimi tempi però sono sorti altri tipi di turismo che rischiano di fare confusione. Queste ulteriori classificazioni sono esclusivamente delle specificazioni del concetto più generale di turismo responsabile e, in quanto tali, rientrano tutte sotto questo campo.

Le sfumature tra le diverse tipologie sono talmente sottili che uno stesso viaggio può appartenere a diversi tipi di categoria insieme.

  • Turismo comunitario: l’accoglienza è interamente gestita dalle popolazioni locali
  • Slow tourism: significa letteralmente “turismo lento”. Si tratta di viaggiare attraverso i percorsi meno battuti, lungo i quali l’anima dei luoghi e delle culture locali emerge in  modo autentico. Lo “slow tourism” è ormai sempre più diffuso. I cammini, la bicicletta, l’andare a cavallo, il birdwatching, la canoa e lo sci di fondo sono tra le attività slow più diffuse
  • Turismo equo: riconosce una remunerazione più equa delle comunità locali
  • Turismo partecipativo: l’obiettivo principale è quello di costruire relazioni tra le popolazioni locali e il viaggiatore, il quale partecipa in modo attivo alla vita della comunità
  • Ecoturismo: in origine il termine indicava un turismo in cui si era prevalentemente a contatto con la natura. Questa definizione però non include i concetti di sostenibilità e quindi, ad oggi, sarebbe più corretto parlare di turismo eco-sostenibile così da non generare confusione
  • Agroturismo: si svolge negli ambienti agricoli. Si può visitare la proprietà o si possono degustare i prodotti tipici. Il suo obiettivo è quello di facilitare l’incontro con il produttore
  • Turismo umanitario: l’obbiettivo è quello di contribuire alla crescita della popolazione locale trasmettendo conoscenze ad esempio

Come fare turismo responsabile

  • Verificare che l’operatore turistico promuova i valori del turismo responsabile (per vedere un esempio concreto di turismo responsabile clicca qui)
  • Evitare quando possibile di prendere l’aereo o la macchina, prediligendo bicicletta, passaggi condivisi o mezzi pubblici come nave, treno o bus
  • Utilizzare con parsimonia le risorse naturali come acqua ed elettricità
  • Evitare di farsi cambiare tutti i giorni lenzuola ed asciugamani
  • Evitare spettacoli circensi con animali
  • Evitare l’utilizzo di buste di plastica se non strettamente necessarie
  • Raccogliere informazioni sulla storia, sulla lingua, sugli usi e i costumi delle popolazioni che abitano il luogo che si visiterà (le persone che conoscono alcune parole della lingua parlata
  • Non donare caramelle (non tutti i bambini possiedono uno spazzolino da denti) ma oggetti utili (sempre in forma riservata e non pubblica)
  • Vestirsi in maniera adeguata al luogo che si sta visitando
  • Evitare di imporre il proprio stile di vita e le proprie convinzioni. Si è ospiti!
  • Chiedere il permesso prima di fare una fotografia dove può comparire qualcuno
  • Scegliere strutture ricettive e ristoranti gestiti da gente del posto
  • Per i pasti prediligere piatti tipici e cucina locale
  • Non dare soldi a bambini che chiedono l’elemosina, vendono souvenir o si esibiscono in spettacolo perché in questo modo si incentiva il lavoro minorile
  • Preferire strutture ricettive e ristoranti che adottano logiche ecologiche e biologiche.
  • Non abbandonare oggetti per strada
  • Prediligere slow tourism o esperienze di alberghi diffusi
  • Valutare che impatto hanno i propri acquisti sulle comunità locali

Perché è importante adottare questo approccio con urgenza?

Il turismo, dopo il petrolio, è la principale attività economica del globo. Ogni anno viaggiano 5 miliardi di persone in altri paesi, milioni di lavoratori sono occupati in questo settore che è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni come conseguenza dello sviluppo di trasporti e comunicazioni.

AITR dice che “il turismo attuato senza il rispetto dei principi della sostenibilità, della solidarietà e della responsabilità sociale, soprattutto nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie nei paesi di destinazione, ed è quindi di fondamentale importanza che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate.”

Quello che pensiamo noi di Una Goccia Nell’Oceano è che il turismo debba essere rivisto nei suoi concetti basilari. Il turismo dovrebbe diventare, in una visione di un mondo più consapevole, un mezzo attraverso cui valorizzare e accettare le diversità, favorire incontri interculturali, riequilibrare le disuguaglianze economiche, piantare dei semi per una futura comunità globale che sia più conscia dell’interconnessione che esiste tra tutte le forme di vita e che per questo le rispetti.

Fonti:

www.viaggiarelibera.com

www.aitr.org

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