“Incontro libri”: l’iniziativa ideata da Paola e Maria Chiara come mezzo di crescita personale e collettiva

Maria Chiara e Paola sono due ragazze di Torino che hanno deciso tempo fa di mettere in atto una piccola rivoluzione personale per generare circoli virtuosi attorno a loro.

“Incontro libri” è un’iniziativa in cui ad ogni partecipante viene chiesto di condividere una parte di un libro che per qualche ragione lo ha colpito.

Ognuno é libero di portare ciò che vuole, senza vincoli di contenuto o di genere: si crea così un contesto libero e liberatorio, che alleggerisce l’anima e arricchisce la vita.

“Inventa la tua cosa”

“Incontro libri” nasce all’interno di un contesto più ampio: Maria Chiara e Paola credono che nella propria vita ogni persona cerchi, consapevolmente o meno, quel qualcosa che la fa sentire viva e identificata con il senso che lei ha di sé, e che, perseguendo tale ricerca e restando fedele a ciò che man mano trova, possa sviluppare i propri talenti e dare un senso al proprio passaggio in questo mondo.

Questa ricerca loro la chiamano affettuosamente “inventa la tua cosa”. Il termine inventare, precisa Maria Chiara, deriva dal latino e significa letteralmente “trovare”, non “creare dal nulla”, come comunemente si intende.

Così, “inventa la tua cosa” significa “trova ciò che fa per te”, ciò che ti fa diventare pienamente te stesso. Una verità intrinseca in ognuno, che già esiste, ma a cui bisogna permettere di venire alla luce.

“Incontro libri” diventa, in questo scenario, un mezzo dolce per vedere dentro di sé: la lettura conviviale può farci scoprire parti di noi che forse non avevamo ancora preso in considerazione.

Come é nata, perché e come funziona

Una sera d’estate, davanti a una birra, le due sorelle torinesi -appassionate lettrici- si ritrovarono a chiedersi perché fosse raro, se non del tutto assente, la lettura condivisa e reciproca e perché, d’altra parte, lo stare insieme, l’uscire la sera, fosse per lo più identificato col consumare, spendendo soldi, o col partecipare a qualche iniziativa altrui (cinema, concerti…), in un atteggiamento passivo di spettatore.

Decisero allora di proporre ad alcuni loro amici una iniziativa molto semplice, che cambiasse almeno un poco la prospettiva: si trattava di trovarsi, una volta al mese, semplicemente per leggere a voce alta. Tre libri ciascuno, uno o due brani non troppo lunghi da ognuno di essi.

Niente di più, niente di meno.

Non erano importanti le ragioni della scelta. Non c’erano schemi o regole fisse che vincolassero il contenuto.

C’era però una regola: farlo in luoghi pubblici. Bar, locali, parchi, stazioni ferroviarie… Questo per far sì che fosse un’iniziativa aperta a chiunque volesse unirsi.

“Solitamente ci trovavamo a fare un aperitivo o a bere qualcosa dopo cena. Si sorseggiava una birra e si leggeva”, mi dice Maria Chiara sorridendo.

“Una volta- prosegue- ci trovammo nell’atrio di Porta Nuova, la grande stazione ferroviaria di Torino. Fu emozionante, perché passarono parecchie persone, e molti ci guardavano incuriositi e si fermavano ad ascoltare un po’ mentre attendevano il treno”.

Incontro Libri voleva essere qualcosa di leggero e conviviale, con l’obiettivo principale di alimentare le relazioni, condividendo pezzi della propria vita attraverso i brani scelti. Un modo per vivere concretamente la semplice bellezza dello stare insieme.

Nessun commento, nessuna discussione. Nessuna dotta disquisizione letteraria.

In questo, si distaccava dai classici gruppi di lettura, pregevolissimi, ma diversi, in cui solitamente ci si ritrova per parlare insieme di un libro  che é stato prima letto da tutti  i partecipanti.

Ritrovarsi per scambiare dei tratti che hanno arricchito la propria vita è un modo per favorire le relazioni in modo sano, per confrontarsi, per mettersi a nudo.

È un modo per essere più umani in una società che ci porta sempre di più ad essere alienati, ad essere proiettati nel fare piuttosto che nell’essere, a vivere pensando al futuro piuttosto che godersi il presente.

Scambiandosi brani di lettura ci si scambiava, a poco a poco, anche pezzi di vita.

Lo scopo

Lo scopo delle due ragazze era quello di suscitare curiosità nelle altre persone: non ti stupirebbe vedere, magari di sabato sera, al tavolo di una pizzeria di una metropoli, una decina di giovani che leggono libri?

Questo era il loro obbiettivo. Volevano mettere in atto una piccola rivoluzione, inceppare almeno un istante il meccanismo che porta le persone a fare sempre “le solite cose”.

E se invece le consuetudini che si adottano ci portassero ad essere sempre più distanti? Sempre più rintanati ognuno nel proprio mondo?

Maria Chiara e Paola si immaginavano una città cosparsa di piccoli gruppi di “incontro libri” che potessero favorire una crescita personale e collettiva.

Varie volte, soprattutto nei locali, capitava che qualcuno si avvicinasse incuriosito, chiedesse cosa stessero facendo. Loro invitavano sempre a sedersi al tavolo, ascoltare o partecipare. Una volta un ragazzo chiese di essere iscritto alla mailing list.

Insomma, l’iniziativa aveva potenziale, attraeva e suscitava simpatia.

I risvolti di “Incontro Libri”

Quando ho intervistato Maria Chiara, sono rimasto veramente colpito dalla miriade di benefici che una piccola iniziativa come questa poteva portare contemporaneamente nella vita delle persone che ne prendevano parte e nella comunità in generale.

Un anti depressivo naturale

Maria Chiara mi ha confidato che per lei in particolare questa iniziativa é stata molto importante.

“Quel periodo per me era particolarmente duro, avevo perso la spinta di vivere, mi sentivo fiacca, ero assillata da domande esistenziali che mi avevano trascinata in una sorta di depressione.

Però quelle serate, con la loro semplicità e la loro ritualità, con il fatto che avvenivano totalmente senza giudizio, per me erano motivo di gioia, mi facevano sentire bene.

Si trattava di uno stare insieme libero, puro, piacevole. Si portava ciò che si voleva. Non c’era quel senso di noia che accompagnava troppo spesso le tipiche serate convenzionali con gli amici, quelle costellate di “Allora, che facciamo adesso?”.

Donarsi

Quando si divide con altri uno scritto, un’ispirazione o qualsiasi altra forma di contenuto che ha portato valore nella nostra vita, stiamo donando qualcosa di prezioso agli altri.

E viceversa.

In questo mondo che ci vuole sempre più proiettati nel soddisfacimento dell’ego, iniziative come queste ci aiutano a mettere in campo la migliore parte di noi: quella della cooperazione, della condivisione, del senso di comunità.

Quando canalizziamo le nostre energie per soddisfare solo i nostri bisogni, perdiamo l’occasione unica di sentirci parte di un tutto; al contrario, mettere a disposizione degli altri la migliore versione di noi stessi può essere una fonte incommensurabile di crescita collettiva.

Incarnarsi nella lettura

Quando si interpreta una lettura e si cerca di incarnare tutto ciò che si sta leggendo -immagini, emozioni, sfumature, suoni, sensazioni, tono di voce- si entra in contatto con il nostro “io” più vero: improvvisamente ci liberiamo dagli schemi freddi di questa società che ci vuole costantemente tutti uguali, tutti rigidi, privi di emozioni.

Quando riusciamo a far accadere questo, ci sentiamo improvvisamente vivi, diamo sfogo a un vortice di emozioni che era lì da tempo in attesa.

La cosa più interessante, però, è che, quando accade questo, non solo noi ci liberiamo almeno per un momento delle maschere che siamo abituati a portare e possiamo esprimerci, ma la forza dell’autenticità può contaminare in modo intenso e positivo le corde interiori delle persone che ci stanno attorno, creando una virtuosa reazione a catena.

L’arte di vivere

All’ “Incontro Libri”, come vi ho detto, ognuno portava quello che voleva.

Maria Chiara era solita scegliere libri “pesi”, dei bei mattoni pieni di profondità e serietà: Hesse, Dostoijevsky e compagnia bella. Niente da dire, ma questa- mi dice- era un po’ una sua fissa: che le uniche cose di valore fossero “le cose importanti”, quelle che parlavano del senso della vita.

Così, si trovò abbastanza spiazzata quando alcuni partecipanti cominciarono a portare libri ritenuti da lei più “leggeri”: fantasy, gialli, comici. E si trovò ancora più spiazzata nello scoprire che erano quelli che le piacevano di più.

“Come quella volta che G. portò un brano del Bar Sport di Stefano Benni: ci ritrovammo tutti a ridere a crepapelle. E così scoprii che parlare delle cose serie ha una sua importanza, ma la vera arte di vivere é saper ridere insieme”.

Questi incontri erano anche uno specchio della bellezza che ci contraddistingue nel mondo. Parlo della bellezza della diversità.

Maria Chiara dice: “Era bellissimo vedere la varietà, il diverso: non c’era mai ripetizione, e i nostri incontri erano ricchissimi di generi e stili differenti”.

È un pò il discorso della bellezza della diversità che contraddistingue ogni forma di vita. La famosa biodiversità.

Le sfumature, le debolezze, i punti di forza, i modi di comunicare che caratterizzano ogni essere vivente.

Questo confronto a cui partecipano persone profondamente diverse ci porta ad abbandonare una credenza molto comune, ovvero che ci sia solo un modo per fare alcune cose.

“Incontro libri” riporta a vivere con autenticità e naturalezza, liberi dalla paura generata dagli schemi di giusto e sbagliato.

L’ascolto

Un altro tema che viene toccato in maniera più o meno diretta in “Incontro Libri” è l’ascolto.

Questa società ci sta portando sempre di più ad essere iper focalizzati nelle nostre cose, nella nostra vita, nei nostri bisogni e nei nostri problemi.

Alcune volte all’apparenza può sembrare che ascoltiamo quando invece non è realmente così.

Quando abbiamo dedicato l’ultima volta un pò del nostro tempo per ascoltare qualcosa che non apparteneva alle dinamiche che caratterizzano la nostra vita? Qualcosa che non rientra nei nostri interessi? Quando l’abbiamo fatto?

“Incontro Libri”, sotto questo punto di vista, diventava uno spazio di ascolto, dove per un momento la vita là fuori si fermava e ci si poneva senza giudizio e senza aspettative ad ascoltare ciò che un’altra persona sentiva il bisogno di dire.

Cosa ne é stato dell’Incontro Libri

Gli appuntamenti del gruppo di lettori di Paola e Maria Chiara sono durati regolarmente quasi due anni. Col passare del tempo, vari amici di amici si sono aggregati e, per quell’inguaribile tendenza degli esseri umani a stringere nuove relazioni, la voglia di stare insieme ha sopravanzato il desiderio di diffondere l’iniziativa a estranei.

Così, sebbene quel gruppo itinerante di lettori suscitasse curiosità ovunque andasse, non si sono aggiunti nuovi partecipanti totalmente estranei alle relazioni amicali dei fondatori, né sono sorti, per quanto ne sappiamo, a Torino o altrove, altri gruppi analoghi.

Tuttavia, mai dire mai, perché oggi questa iniziativa è arrivata fino a questo portale e magari può essere di ispirazione per qualcuno che avrà il piacere di riproporla nel proprio contesto.

Un seme è stato gettato.

Grazie alla tua donazione saremo liberi da vincoli e potremo dedicare le nostre energie alla realizzazione di un mondo migliore!